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Il giorno in cui un software “normale” ha iniziato a fare paura: gestione remota, fiducia e indipendenza nella giustizia.
Negli ultimi giorni mi sono ritrovato a leggere, ascoltare, incrociare nei corridoi e nelle chat professionali sempre la stessa frase, detta con toni diversissimi: “Ma è vero che possono entrare nei computer dei magistrati?” La domanda nasce da fatti di cronaca di queste settimane, da una ricostruzione giornalistica che ha rimesso sotto i riflettori la presenza, su decine di migliaia di postazioni informatiche di procure e tribunali, di un sistema di gestione centralizzata.
yurilucarini
15 aprTempo di lettura: 8 min
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