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L’alibi sembra perfetto… finché non guardi i dati che hai al polso
L’alibi sembra perfetto. Preciso, lineare, quasi elegante: “Ero a casa, non sono uscito, ho dormito”. Poi qualcuno, quasi per caso, fa una domanda che ha il tono di una verifica di routine: “Possiamo guardare i dati che hai al polso?”. In quella micro-scena — che chi lavora in penale, civile o in contenziosi disciplinari riconosce subito — capisci perché i dispositivi indossabili stanno diventando un “testimone silenzioso”. Silenzioso, perché non parla. Testimone, perché regi
yurilucarini
15 aprTempo di lettura: 8 min
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