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Chat, e-mail e documenti scritti (forse) da AI: come può difendersi l’avvocato dalla prova “fabbricata"
C’è un momento, sempre più frequente, che molti avvocati raccontano sottovoce nei corridoi dei tribunali o nelle call con i consulenti tecnici. Accade quando, sfogliando un fascicolo, una chat WhatsApp “decisiva” o un’e-mail apparentemente risolutiva suonano… troppo perfette. Periodi ben calibrati, nessuna esitazione, nessun refuso, un linguaggio sorprendentemente ordinato per essere nato in una conversazione reale. È lì che nasce il dubbio, quello che non compare negli atti
yurilucarini
15 aprTempo di lettura: 5 min
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